senza parole
[chello ca me passa dinto 'a capa] 16/06/2008 - 12:33
Tolleranza zero
Il tg è sempre pieno di notizie su fatti di cronaca. I colevoli, la maggior parte delle volte, sembrano essere rom o extracomunitari. Si cade nel vecchio errore di fare di tutt'erba un fascio? Non so ma, a ben guardare, le statistiche dicono che è così e si sa che la gente ragiona spesso su basi statistiche.
Papà Giorgio, quando passiamo vicino a un accampamento rom, fa il gesto di buttarci sopra una bomba a mano per cancellarli tutti dalla faccia della terra. Sulla strada che mi portava al Niguarda passavo di fianco al più grande accampamento di Milano ma non ho mai fatto un gesto simile né l'ho mai pensato.
Ma.
Come sempre a tutto c'è un ma.
Statistiche.
Storie di bambini che vengono rapiti mentre la mamma fa la spesa al supermercato. Colpevoli? I rom.
Al vicino di casa sono entrati tre volte in casa, l'ultima volta mentre loro stavano dormendo. Professionisti? Forse o forse, ancora, rom.
Stamattina mia madre esce per andare dal parrucchiere, un'ora e mezza ma anche di meno, torna a casa e si trova la porta-finestra a doppio vetro sfondata. Bottino: qualche collana di valore più simbolico che reale. Ed è la quinta volta che le entrano in casa. Per fortuna sempre quando sono via. O mentre stanno dormendo, e con il sonno pesante. Colpevoli? Molto probabilmente dei rom che mia madre aveva notato fare il giro del quartiere più volte negli ultimi giorni. E dire che i miei, forti delle altre batoste, avevano messo sotto lucchetto tutti i cancelli di casa. Tranne questa volta, tanto si trattava solo di fare la spesa... E così Trezzano si riempirà di un altro allarme che suona.
Cosa devo dire a mio figlio? Quando, già grandicello, si troverà di fronte a dei rom. Si ricorderà del gesto di papà o dei discorsi di tolleranza che cerheranno di fargli capire che non tutti sono cattivi?
E i governo vara 'tolleranza zero'. Quando ne sento parlare ho sempre paura deggli estremi a cui si può arrivare.
Ma oggi dico: ben venga la tolleranza zero.
Ma non solo per rom e extracomunitari.
Tolleranza zero per tutti.
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 11/06/2008 - 23:45
Memento Vitae
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 04/06/2008 - 13:02
Silenzio in casa, il pupo fa la pennichella della mattina.
C'è solo la radio accesa, che ogni tanto mi sembra uno strillo di bambino e mi fa correre in sala a controllare.
Macché, il pupo se la dorme della grossa.
Ma
Ma quando strilla, si sente eccome.
E il suo strillo è inconfondibile.
Tanto che persino io che ho problemi di udito ed ero preoccupata di non sentirlo di notte, lo sento chiaro e forte. (magari con un cicinin di ritardo...)
Come quando ci si trova tra neomamme e improvvisamente uno dei pupi caccia uno strillo
"E ora chi è?"
"E' il mio?..."
"No, credo sia il mio..."
"No, no, è la mia!"
Tutte accorrono e tutte ci avevano azzeccato: un coro di 'uè uà uò'.
Che, tra l'altro, a me non da per niente fastidio, sono i pianti capricciosi che mi destabilizzano.
E così ogni mamma riesce, più o meno, a riconoscere il proprio pupo.
Come quella volta in ospedale quando mia madre, sentendomi urlare dal dolore dal pronto soccorso, disse
"Questa è la Elena"
E ti credo che urlavo, mi stavano riaggiustando una gamba rompendo il callo che si era formato e tirando le ossa!
Solo che non ero in fasce, avevo la bella età di 15 anni.
Chissà se riuscirò ancora a riconoscere il pianto di Stefano a 15 anni...
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 23/05/2008 - 08:24
L'Amore
Quello con la A maiuscola
Ma anche quello più piccolino
Sempre amore è
Sinonimo di 'ti voglio bene', 'ci tengo a te'
nonostante tutto
Accettare l'altro
bello o brutto, allegro o triste, orso o socievole, depresso o in pace con il mondo, forte o debole
Accettare l'altro e non volerlo cambiare a proprio piacimento
Anche se a volte è difficile mettere d'accordo tutti

Stefano è il mio Amore
e papà Giorgio
e se mi chiedessero chi tra i due ha la precedenza, risponderei papà Giorgio
come ben dice mia madre: 'Il marito me lo sono scelto, il figlio no'
ma...
è Stefano il mio Amore
e mi ritrovo a usare questa parolina che prima faceva tanta paura
il mio Amore, mi Amor, mon Amour, meine Liebe, my little Love
che mi guarda e sorride mentre la mamma scrive sul blog
e capisco sempre di più tutte le mamme del mondo
l'Amore che ci lega è indistruttibile
un cordone ombelicale che non si spezzerà mai
(anche se a volte è necessario che si stacchi)
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 19/05/2008 - 23:13
E'la mamma, non il latte a rendere pių intelligenti
Alimentazione.
Si sapeva che protegge dalle infezioni, rafforzando il sistema immunitario. Ma ora il latte materno sembra migliorare anche l'intelligenza. Lo afferma una ricerca della McGill University canadese che, diversamente dalle altre, ha seguito un gruppo molto ampio: 14mila bambini (insieme alle loro mamma) per sei anni, in modo da tenere sotto controllo lo sviluppo psicofisico dalla culla alla scuola. i piccoli sono stati divisi in due gruppi: quelli allatati al seno e quelli nutriti con latte artificialei. Superati i sei anni, sono stati sottoposti a test di intelligenza. Risultato: i bambini allattati al seno hanno totalizzato in media 7,5 punti in più nei test di intelligenza verbale (lettura e scrittura), 2,9 punti in più in quelli di intelligenza non-verbale e 5,9 punti in più in quelli di intelligenza generale. Il latte materno è quindi una pozione magica? Gli stessi ricercatori non ne sono sicuri. Secondo uno di loro, infatti, non è stato possibile determinare se alla base delle migliori performance ci sia il latte della mamma in sé o il fatto che, in genere, le donne che allattano appartengono a classi sociali più alte (perché, per esempio, possono assentarsi dal lavoro più a lungo) e hanno un'istruzione più elevata. A supportare questa ipotesi era stata, due anni fa, una ricerca dell'Università di Edimburgo: pur giungendo agli stessi risultati, aveva sottolineato che a favore dello sviluppo psichico dei bambini nutriti al seno giocava non tanto il latte, quanto il profilo sociologico delle madri e l'ambiente familiare. Quindi, se non potete allattare vostro figlio non preoccupatevi: l'importante è il contatto fisico e gli stimoli che gli date nei primi anni di vita. La vera pozione magica è la mamma.
Pia Bonanni - in Io Donna
Che dire? Beh, nell'altro articolo era un uomo a parlare, e si vede la differenza!
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 18/05/2008 - 14:06
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 16/05/2008 - 22:39
Avrei.......
Avrei parlato di meno e ascoltato di più.
Avrei invitato amici per cena
anche se la moquette era macchiata ed il divano scolorito.
Avrei mangiato il popcorn nel soggiorno 'buono' e mi sarei preoccupata di meno della polvere quando qualcuno mi chiedeva di accendere il fuoco nel camino.
Avrei trascorso più tempo ad ascoltare mio nonno quando raccontava della sua giovinezza.
Non avrei insistito nell'avere i finestrini dell'auto chiusi durante una bella giornata estiva perché i miei capelli erano già stati stilizzati e laccati.
Avrei bruciato la candela a forma di rosa prima che si sciogliesse col tempo, naturalmente.
Mi sarei seduta sul prato con i bambini e non mi sarei preoccupata delle macchie d'erba.
Avrei pianto e riso di meno quando guardavo la televisione e avrei riso e pianto di più osservando la vita.
Sarei andata a letto quando ero malata invece di fare finta che il mondo si sarebbe fermato se non ero là per quel giorno.
Non avrei comprato qualcosa solo perchè era pratico, non mostrava macchie o era garantito a vita.
Invece di sperare che i nove mesi di gravidanza finissero presto, ne avrei ricordato con dolcezza ogni momento, rendendomi conto che la meraviglia che cresceva dentro di me e' l'unica occasione nella vita di aiutare Dio in un miracolo.
Avrei chiamato più spesso gli amici, prima di accorgermi che li avevo già persi... Quando i miei bambini mi baciavano con impeto, non avrei
risposto:
'Più tardi, adesso lavatevi le mani per la cena'.
Ci sarebbero stati più 'Ti amo' e 'scusa', ma soprattutto se mi avessero dato un'altra occasione di vivere, ne avrei vissuto in pieno ogni momento...
L'avrei osservata e vista, veramente ... vissuta ... e non l'avrei mai data indietro.
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 09/05/2008 - 23:42
E sono 10
"... perché la percezione dell'imponenza di un brandello di presente che sconvolgerà il nostro futuro non appartiene al senso della vista o a quello dell'udito, non appartiene a nessuno dei cinque sensi o forse a tutti e cinque frullati insieme e zuccherati con il misterioso sesto."
Chiara Gamberale - Color lucciola
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 08/05/2008 - 16:41
Metamorfosi
Facendo ricerche sull’antico metodo cinese della riflessoterapia plantare Robert St. Jhon ha scoperto un principio rivoluzionario: nella parte dei piedi che corrisponde alla spina dorsale c’è anche una corrispondenza con il periodo prenatale.
Così, come manipolando determinate zone del piede si rilassano le parti del corpo corrispondenti, allo stesso modo trattando la linea della colonna si può intervenire direttamente sul periodo prenatale sciogliendo le tensioni che si sono formate allora. Partendo dal punto di vista che le condizioni sviluppatesi durante il periodo prenatale in cui si forma la vita sono determinanti nello sviluppo del nostro modo di essere fisico e psichico, questo metodo permette di liberare i blocchi primari e la metamorfosi diventa così possibile.
Quando Il principio della coscienza si incarna nella materia si determina un attrito : si entra nel fattore tempo ed è su questo che si agisce evidenziandolo, distendendolo, rilassandolo.
Attraverso un dolce massaggio dei riflessi prenatali nei piedi,nelle mani e nella testa,il terapeuta agisce come catalizzatore e l’energia,la forza vitale del paziente,si risveglia e compie il lavoro di trasformazione da ciò che uno è a ciò che uno può esssere .
- Lavorando sui riflessi dei piedi si genera un’attività nel corpo.
- Lavorando sui riflessi delle mani si produce l’abilità di maneggiare questa attività: abilità esecutiva.
- Lavorando sui riflessi della testa, si mette in atto la capacità di comprendere e governare questa attività: principio d’iniziativa.
Si agisce sottilmente sulla struttura ossea che rappresenta lo schema primario con cui abbiamo cominciato la vita al momento del concepimento e che contiene il fattore "Vita", i tratti ereditati e lo schema karmico.
Pensare - fare - andare -
Se una di queste funzioni è inibita o bloccata il fluire della vita in azione è ostacolato.
La prenatoterapia genera anche un movimento di liberazione da patologie di vecchia data. Man mano l’individuo diviene più integrato, la necessità dei suoi sintomi può scomparire.
Si mette in atto un movimento di evoluzione e di crescita
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[chello ca me passa dinto 'a capa] 07/05/2008 - 20:19
giochi di parole
C'era una volta una cincibriciaccola
che aveva centocinquanta cincibriciaccolini
Un giorno la cincibriciaccola
disse ai suoi centocinquanta cincibriciaccolini
"Smettetela di cincibriciaccolare, altrimenti non cincibriciaccolerete più!"
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